Storia del "CNVVF"

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Storia del "CNVVF"

Messaggio Da Lorenzo R. il Mer 21 Nov 2007 - 2:19





La storia dei Vigili del Fuoco è più antica di quanto si possa pensare. Bisogna risalire ai tempi di Augusto che con due riforme, una del 26 e l'altra del 6 a.C. diede a Roma una vera e propria difesa contro il fuoco, con criteri organizzativi e funzionali di notevole interesse tecnico.
Con queste due riforme Roma ebbe infatti un corpo speciale di guardie notturne sotto il comando di un "Prefectus Vigilum". Tale corpo diviso in sette coorti di "vigiles" resistette fino al III° secolo dopo Cristo.
In Trastevere, nei pressi del ponte Garibaldi, esiste ancora oggi una antichissima costruzione, distinta da una iscrizione corrosa dai secoli. L'iscrizione indica che quell'edificio, nell'epoca romana dell'Impero, era adibito a casermetta dei "Vigiles".
Certo di secoli e di cambiamenti ne sono passati, ma il loro compito è sempre stato quello di intervenire in caso di calamità: sbaglia chi pensa che siano gli incendi ad occupare la maggior parte del loro lavoro: dati recenti dimostrano che la maggior parte degli interventi ha riguardato (42% dei casi) il soccorso alle persone, recupero animali o persone con problemi psichiatrici, ascensori bloccati, incidenti sul lavoro e fughe di gas.
Agli interventi stradali i Pompieri dedicano quasi il 6% della loro attività di soccorso. Ma i Vigili del Fuoco intervengono anche per l'acqua: sono infatti circa il 6% gli interventi per allagamenti, straripamenti, inondazioni, prosciugamenti e rifornimenti idrici. Purtroppo per l'8% dei casi i Pompieri intervengono a vuoto a causa di falsi allarmi.




I Vigili del Fuoco si dividono in tre sezioni: i Vigili Permanenti che sono dipendenti dello Stato, che garantiscono il servizio di soccorso ordinario di base; i Vigili Discontinui, anch'essi dipendenti dello Stato, a scopo di coprire le carenze di personale Pemanente, e i Vigili Volontari il cui personale svolge una attività propria, che abbandona per il breve periodo richiesto dall'intervento di soccorso ordinario.
Dal 1996 anche la componente Volontaria può reclutare personale femminile.



Ma come si fa diventare Vigile del Fuoco?
I requisiti necessari sono molto simili sia che si scelga per volontariato che per professione. Per fare il Volontario occorre la licenza media , avere una piena e incondizionata idoneità fisica valutata dal medico del comando provinciale, un'altezza minima di 1 m e 65 e la vista non inferiore a 14/10 complessivi con non meno di 7/10 nell'occhio peggiore, con esclusione di lenti, l'età non deve essere inferiore a 18 e non superiore a 37 anni. Ed è necessaria l'assenza di condanne penali per delitti dolosi o procedimenti di identica natura in corso. Per entrare come Permanente occorre partecipare ad un concorso pubblico. In entrambi i casi è d'obbligo recarsi nel Distaccamento più vicino e ritirare i documenti necessari. Per diventare Vigile del Fuoco Ausiliare di leva, (quando ancora il Servizio Militare era d'obbligo), le domande andavano inoltrate al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di residenza (che dava anche ogni informazione, come l'ufficio leva del Comune) e dovevano essere completate da: domanda su modulo disponibile presso i Comandi, copia del foglio di congedo illimitato provvisorio, analisi del sangue, ultimo cedolino di rinvio per motivi di studio (solo per gli studenti).




Oggi il Corpo dei Vigili del Fuoco è un esercito fatto di 638 Ingegneri, 553 Geometri e Periti, 27013 Vigili Permanenti, Capi Squadra e Capi Reparto, 3348 unità di supporto tecnico e amministrativo a cui si aggiungono 4 mila unità operative di Vigili Discontinui.
Sul territorio nazionale il personale è distribuito in: 101 sedi centrali, nei capoluoghi di provincia; 43 Distaccamenti di città in comuni capoluogo con rilevante consistenza demografica; 314 Distaccamenti di provincia dislocati nei comuni diversi da quelli capoluogo; 37 Distaccamenti Aeroportuali; 26 Portuali; 44 Nuclei Sommozzatori che coprono l'intero territorio nazionale; 12 Nuclei Elicotteri e 236 Distaccamenti Volontari.




Più che un mestiere, è una vera propria missione per chi decide di mettere a rischio la propria vita ogni volta che sale sul camion, Volontario o Permanente che sia.


Lorenzo R.
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